FLE SA costituisce primo fondo immobiliare italiano gestito da GEFIA comunitario

24/12/2015

Milano, 24/12/2015 - FLE SA (GRUPPO LFPI): PRIMA IN ITALIA A COSTITUIRE UN FONDO IMMOBILIARE ALTERNATIVO ITALIANO GESTITO DA UN GESTORE COMUNITARIO

L’operazione fa seguito al recepimento in Italia della direttiva Europea 2011/61/UE (AIFMD) che ha introdotto il passaporto europeo per la costituzione e gestione di fondi alternativi su tutto il territorio comunitario.

FLE SA, parte del Gruppo LFPI, uno dei principali asset & fund manager indipendenti in Europa, ha costituito, prima in Italia, un fondo immobiliare alternativo di diritto italiano ("FLE ITALIA FUND 1") che verrà gestito da un GEFIA comunitario, in linea con la nuova direttiva sul Passaporto Europeo. L’operazione rafforza e consolida la presenza del Gruppo LFPI in Italia e ha l’obiettivo di attrarre ulteriori investimenti internazionali nel Real Estate del nostro Paese. Il Gruppo LFPI, presente sul mercato immobiliare internazionale con un portafoglio di attivi di oltre € 3,5 miliardi, opera già in altri paesi europei con propri gestori specializzati e con assets under management in tutta Europa, in particolare attraverso fondi di investimento francesi e tedeschi, a cui si aggiunge quello italiano di nuova costituzione.

Al fondo italiano di investimento alternativo, denominato FLE Italia Fund 1, sono previsti conferimenti di asset immobiliari italiani per un valore complessivo di circa € 135 milioni.

Lo stesso fondo, inoltre, ha perfezionato il 21, 22 e 23 di dicembre tre nuovi investimenti immobiliari ed in particolare:

- Dal Fondo Azoto gestito da Morgan Stanley SGR, un immobile retail di ca 2.200 mq sito in Brescia e locato a Toys
- Da un fondo Istituzionale chiuso Tedesco, un immobile direzionale multitenant di ca 7.000 mq sito in Milano – Bicocca e denominato Torre U7
- Da un veicolo societario gestito da Grosvenor Fund Management un immobile retail di ca 3.800 mq sito in Curno (Bg) e locato a Cisalfa

Il Fondo FLE Italia Fund 1 ha in programma di raggiungere, entro il 2018, una massa critica pari a € 400 mln AuM.

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